Facilitazione e Leadership, Counseling e Coaching per il Cambiamento

Prototipazione rapida e specchi magici

La prototipazione rapida è un insieme di tecniche volte alla realizzazione fisica del prototipo in tempi relativamente brevi, a partire spesso da una definizione matematica tridimensionale dell’oggetto.

Semplificando un momento, prototipazione rapida significa: hai una buona idea mettila subito in pratica!

Come formatore di tecniche di apprendimento e di messa in pratica, condivido  un momento personale dove sono passato dal sapere al saper fare, ovvero come ho contribuito a dare vita ad strumento molto utile per vedere il “proprio cammino” ed applicare concretamente le proprie idee e progetti. E quindi utile anche al saper essere e saper diventare.

Parlando con Tobias Voss, fondatore di METALOG, di immagini e di tecniche visuali per il coaching ed il counseling, ci siamo chiesti: “Perché non creare uno strumento per facilitare l’emergere di soluzioni visuali ai nostri problemi o semplicemente qualcosa che ci permettesse di sognare diversamente o di far sognare?”

Praticamente…detto fatto.

Iniziamo a pensare, a chiedere ad altri, a fare schizzi, a cambiare il disegno, a fare subito una prova. E lo strumento si realizza. Dimostrazione di una leadership basata sulla Presenza, sull’intuizione, e la consistenza (anche del messaggio)

Bene, quando METALOG mi ha mostrato il primo prototipo della MeBoard ho avuto improvvisamente l’ispirazione che nelle quattro aree si poteva iniziare un dialogo strutturato e che lo strumento poteva essere utilizzato per modelli differenti. Infatti nella mia mente sono apparsi diversi modelli di gestione (swot, pdca, “quick response manufacturing”, modello di allineamento strategico) e moltissimi strumenti di valutazione (mbti, disc, extended disc, insights discovery, ecc) che si potevano non solo visualizzare, ma far agire direttamente con quello strumento.

Avevo tra le mani un utile tableau du board, un cruscotto ed una bussola potente per navigare attraverso la mia storia, il mio viaggio personale o quello anche del mio coach.  Lo strumento che si stava delineando fra le mie mani poteva essere anche una cartina di tornasole di quanto si vuole che accada e/o un dispensatore potente di momenti chiave per la persona, direi momenti di grazia che, una volta raggiunti diventano soprattutto fasi di consapevolezza su obiettivi condivisi.

Dopo un anno di verifiche e di prove con lo strumento in Italia (ed anche in Europa), ho iniziato ha lavorare direttamente con alcuni miei importanti clienti.

In Unilever ho utilizzato MeBoard per esplorare una sessione di “Life coaching”, ponendo l’attenzione su quanto si doveva fare per aiutare un parente, dopo il suo ricovero ospedaliero. Con Bureau Veritas ho utilizzato invece MeBoard come un navigatore visuale del viaggio che il coachee (collaboratore e/o manager), ritenuto particolarmente talentuoso, avrebbe fatto in circa un’anno, mensilmente, all’interno di un progetto più ampio di sviluppo professionale e di valorizzazione della propria leadership. Ci siamo poi focalizzati sulle emozioni in campo e sui comportamenti produttivi sul luogo di lavoro.

I risultati sono stati stupefacenti.

Bene..tanto tempo fa avevo scritto un libro di Poesie intitolato “Trilogia dello Specchio”. Ora dopo anni, avevo un nuovo specchio di fronte, uno specchio che avevo contribuito a forgiare.

Sarò romantico ma per me, MeBoard è uno specchio…come lo specchio delle mie brame..è magico , è

Specchio magico

 

immaginifico perchè riflette quello che sta accadendo nella tua vita personale e professionale, direi anche nella tua vita interiore.

Ti permette di fare zoom, in avanti ed indietro su ciò che ti accade o ti sta accadendo, quindi di riavvolgere il tuo “film personale”, e ti permette di capire meglio dove vuoi andare oggi, grazie alle immagini che scegli o che ti vengono date, e ai collegamenti che puoi definire ed intuire tra le singole foto, ai significati (anche scritti) e i titoli che puoi dare e mettere accanto alle foto o ai vertici dei quattro lati della tavola. Chi fa la sessione ricorda le immagini, la mappa visuale, la conversazione “immaginifica”, e soprattutto il “genius loci”, lo spirito del luogo, della conversazione, quella sorta di messaggio finale e spinta all’azione che generalmente si mette al centro della Meboard.

La MeBoard con le sue foto, le note, ed idee fra loro collegate può poi trasformare veramente la motivazione e la visione di un gruppo di lavoro. E’ uno strumento che può facilitare le riunioni in modo visuale, perchè grazie all’accostamento delle foto di piccola dimensione, ma cariche di significati emotivi permette di dare una reale quadro della visione condivisa dei membri del gruppo, dei valori, delle azioni e dei risultati ad esempio. Risponde anche alla domanda “Qual è allora il punto?” .Meboard cosiì diventa così un catalizzatore di cambiamento.

E’ il grande Mandala che mostra unità nella diversità. E’ un potente catalizzatore.

Ognuno di noi ha il suo. Questo può essere un motore in più, anzi da utilizzare sempre per riallineare la propria vita e quella degli altri (anche io lo utilizzo su di me!) , per dare corso rapidamente a prototipi veri (azioni di cambiamento concrete nella vita o anche momenti di respirazione consapevole o di mindfullness) o semplicemente per fare un ritratto dinanico della propria storia e del proprio volto, facendo memoria di momenti “felici” e/o scandendone i prossimi passi.

Ritroviamo il nostro specchio…ritroveremo il nostro vero ritratto!

Ritratto (da “Lo specchio ritrovato” di Gian Carlo Manzoni)

In quella cornice

dove ho ritratto

il tuo viso

si è fermato

un arcobaleno

E il ritratto

si è cambiato

nel mio.

Specchioeritratto

Specchioeritratto

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MeBoard è stata sviluppata da un team internazionale di esperti di coaching proveniente dal Regno Unito, dall’Italia, dalla Germania e dalla Turchia.
E’ uno strumento molto flessibile per i coach, counsellors e consulenti ed è ideale per i formatorie i facilitatori di processo che lavorano nel campo dello sviluppo personale

Per un approfondimento dell’intervista completa che mi è stata fatta sugli strumenti METALOG di coaching e counseling un click qui.

 

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