Facilitazione e Leadership, Counseling e Coaching per il Cambiamento

Il parlar chiaro è fatto per gli amici…..ma anche per i clienti.

Come essere efficaci quando siamo sotto pressione?

Magari prima di appuntamenti importanti in cui dobbiamo essere tutti presenti?

Ci serve una bussola per orientarci nuovamente.

Nelle settimane antecedenti un momento importante, possiamo vivere uno stato di dissonanza cognitiva,emotiva e fisica. Anche un senso di affaticamento. E chiederci…”ma perché sono qui?”

Ci sentiamo non allineati, stanchi, facciamo troppo o troppo poco (ci sentiamo in difetto) ed emerge solo quell’impulsività e quella fretta da stress che non ci fa stare concentrati sufficientemente.

E allora magari cancelliamo altre informazioni, deformiamo la realtà o generalizziamo a 360°. E iniziano le colpe e i sensi di colpa…o semplicemente frustrazioni, nonostante il buon senso

Una domanda che possiamo fare verso i nostri clienti interni ed esterni può essere questa:

Come posso respirare io che vendo?”

“Come posso fare respirare il cliente che incontro e che viene da me?”

La respirazione…corretta…è una vera ricarica e stimolo per l’intuizione.

Inoltre ogni forma di ricarica e di motivazione che possiamo trovare.

Ad esempio “inventare una nuova storia da raccontare”, “fare un regalo”, “assecondare il desiderio dei miei figli a giocare con me tutte le volte che rientro a casa”.

Ma pensiamo ad una fiera dove devo presenziare. Facciamoci alcune domande:

Cosa faccio prima di andare lì?

Cosa faccio mentre sono lì?

E tutto questo prima di consegnare, ad esempio… “in fiera la copia dell’ordine scritto”..

Recenti studi sulle neuroscienze hanno scoperto che abbiamo reti neurali complesse e funzionali- o ‘cervelli’ – nel nostro cuore e nel nostro intestino, dando maggiore validità scientifica anche a modelli di leadership collegati.

Anche diversi libri manageriali mostrano come le migliori aziende del mondo sono guidate al meglio da persone che sanno comprendere e sfruttare al meglio l’Intelligenza della testa, del cuore e della pancia.

Combinando questi risultati delle neuroscienze con aspetti comportamentali e prendendo come modello le ricerche condotte dagli autori dell’ mbraining, sono stati trovati numerosi approfondimenti sul tema

In primo luogo il ruolo del cuore e del cervello per una leadership adattiva e generativa.

Negli ambienti sociali, organizzativi e commerciali sempre più complessi e volatili  i leader che non sono in grado di sfruttare nel modo migliore la propria intelligenza intuitiva e innata , non riescono ad andare avanti bene.

Talvolta siamo in preda a troppa volatilità (es: ricominciare da zero un mercato, i rapporti umani, il tempo per i figli).

Talvolta vediamo troppa ambiguità attorno a noi (es. rapporti di lavoro, idee e strategie indefinite, partnership strane.)

Talvolta l’incertezza galoppa (es. la durata del mio stipendio, i grandi clienti che stentano a decollare, i desideri personali che diventano difficili)

E comunque viviamo nella complessità. (es. concertare il lavoro con la vita privata, i rapporti familiari, la costruzione del budget di vendita, il cambiamento generazionale in azienda)

I cervelli multipli (testa, cuore e cervello intestinale allineati insieme) sono un vantaggio competitivo di fronte a questo scenario, perché il loro corretto utilizzo permette di essere agili, comprensivi,chiari e soprattutto di avere e dare una visione.

Ecco perché, nel campo dello sviluppo della leadership, sta emergendo l’ mBIT (tecniche di integrazione multiple a livello cerebrale) ed il suo processo mBraining  di  coaching e leadership, un metodo che fornisce alle persone e ai chi si sente il bisogno di leadership alcuni strumenti pratici per allineare e integrare la loro testa, il cuore e il cervello in modo da aumentare i livelli di saggezza emergente nel processo decisionale , sviluppando quei punti importanti per essere autentici con se stessi e con gli altri nel modo migliore.

Le problematiche complesse e le sfide adattative che le organizzazioni oggi devono affrontare richiedono infatti un approccio molto più generativoNon solo semplicemente ideando strategie innovative e nuovi modelli di business.

Ma definendo nuove strategie e forme di leadership.

In sintesi non un nuovo approccio alla leadership, ma una sua nuova forma!

Che non riguarda un particolare stile di leadership o un tipo di leadership. Riguarda l’identità del leader stesso e la sua capacità di far emergere nuovi livelli di coscienza e di saggezza nel suo processo decisionale abitudinario.

Nonostante l’abbondante varietà di modelli di leadership oggi disponibili, rimangono ancora problemi persistenti e la risposta più frequente è quella di di richiedere un ‘cambiamento di passo’ da parte di tutti.  Come generalmente?

O attraverso forme di ‘innovazione’ (in prodotto o servizio di strategia) o di ‘trasformazione’ (business, cultura o processo). Altrimenti la risposta è una richiesta di un aumento della leadership stessa di ogni persona presente rispetto ai propri obiettivi e a quelli dell’organizzazione. Mentre tutte queste risposte e approcci sono utili, sappiamo però che qualsiasi cambiamento reale del sistema nella sua interezza che sia sostenibile e saggio richiede che i leader siano autenticamente connessi profondamente con quello che realmente e profondamente vogliono per se stessi e per chi è accanto a loro. In altre parole, questo avviene quando si ha “la tavola giusta” dove apparecchiare la giusta comunicazione.Il processo mBraining  e i suoi autori direbbero “allineati e respirate bene”, e state uniti!Ma anche a voi tutti vi verrebbe da mettere alla tavola giusta leader integrati nella loro testa, nel cuore e nel cervello, ossia Leader neurologicamente integrati.

Ma oggi lo siete? Lo siamo?

Questi leader a se stessi e di fronte ai clienti….. fanno domande e osservazioni di cuore..(“Mi siete sempre vicini……si..rispettate ciò che dite……fate prodotti veramente belli e comodi”).. fanno domande e osservazioni di pancia(“Ma che bella collezione avete realizzato quest’anno!”)… fanno domande e osservazioni di testa(“La nostra garanzia copre…, il nostro prodotto dura…!” )

Allineando le loro abilità professionali con le abilità intuitive coscienti e inconsce, queste persone sono in grado di sfruttare l’innata saggezza della loro testa, del cuore e del ventre per una decisione potente e generativa.Ovviamente una leadership veramente generativa e adattabile oggi richiede nuovi livelli di autoconsapevolezza e di auto facilitazione.Occorre integrare quello che dice la testa con i valori basati sul cuore e su quelli presenti nell’intestino.  Quando si parla di Intelligenza Emotiva, sappiamo che i processi di cognizione mentale e di pensiero da soli non sono sufficienti per il nostro successo.

In cosa allora dobbiamo migliorare? Nelle più alte espressioni della leadership.

Uno dei tanti modelli potenti che emergono dal nostro lavoro di ricerca suggerisce che ciascuno dei nostri cervelli ha un “espressione più alta”. Questa è una competenza emergente che esprime ciò che si è realmente, ossia significa essere veramente e profondamente umani. Rappresenta la classe più alta, più ottimizzata e adattabile delle nostre capacità (anche organizzative).

Le espressioni più alte di ogni cervello sono:·

Cervello capo – Creatività·

Cervello cardiaco – Compassione.

Cervello enterico – Coraggio .

Queste espressioni più alte vengono attivate quando il leader è in uno stato ottimale di equilibrio neurologico, o ciò che viene definito come “coerenza autonoma” dove queste persone non sono né troppo stressati né troppo rilassate, ma sono in uno stato di flusso.  E i risultati di questi flusso rendono fieri chi ha esercitato e fatto emergere queste espressioni di fronte ad amico, collega, potenziale nuovo cliente o cliente già di vecchia data.

Ad esempio, se il sistema nervoso autonomo del leader sta funzionando in un eccesso di simpatia (sistema simpatico), le loro percezioni e il loro processo decisionale in genere prediligono un modo reattivo condizionato (forse troppo veloce). Al contrario, se il loro sistema nervoso autonomo funziona in modo troppo parasimpatico (ad esempio, apatia o “risposta di congelamento”), esporranno un’incapacità o mancanza di desiderio di agire, o nel migliore dei casi prenderanno decisioni timide.Quando siamo in uno stato ottimale di equilibrio autonomo, abbiamo scoperto che i leader sono in grado di portare un ordine più elevato di coscienza al loro processo decisionale. Inoltre, prendono decisioni e fanno azioni che nascono da un’espressione più autentica del loro più profondo sè e dalla loro più altapercezione di sè.

Esaminiamole..senza declinarle (anzi lasciamo a voi ogni particolare declinazione) Per creatività intendiamo non solo il pensiero laterale maintendiamo il processo creativo e collaborativo con il quale un leader è in grado di concepire nuove possibilità importanti.

L’espressione più alta della creatività del cervello è anche sul fatto che il leader sia in grado di continuare a generare nuove linee di pensiero e nuove prospettive che possano trasformare concretamente il mondo attorno a loro. L’importazione di questo senso di creatività è fare qualcosa di pratico, ma di nuovo e di diverso in modo adattabile e generativo.La creatività potrebbe avere molti significati… dal “saper scrivere su un foglio bianco” al cercare nuove modalità operative per cogliere migliori opportunità.

Per compassione utilizziamo invece una parola forte e comunemente usata daquasi tutte le tradizioni di saggezza ogni volta che descrivono le qualità superiori della coscienza umana e della stessa natura dell’essere umano. Nel contesto della leadership adattativa e generativa, è indispensabile rimanere consapevoli del fatto ovvio che i leader sono esseri umani e che lacompassione infatti svolge un ruolo significativo per entrare in contatto emozionale con le persone e gli ambienti dove si lavora.I veri leader sono emotivamente legati al loro personale, ai loro clienti e alle comunità in cui la loro organizzazione ha un impatto.

In altre parole, si preoccupano. E essendo guidati dai valori, si prendono cura. Allora il loro senso di compassione li induce ad aumentare come leader e ad adottare misure per migliorare tale situazione. La compassione, generalmente intesa, comprende un’intenzione consapevole per aiutare le persone a sperimentare e beneficiare di un modo migliore difare cose e un modo migliore di essere. L’espressione più alta della Compassione del cervello del cuore è un’espressione attiva della vera leadership che si connette con i valori e risponde all’uomo, ai sui bisogni ed alle vere condizioni umane.La compassione potrebbe avere molti significati… dal perdonare al rendere partecipi gli altri e partecipare.

Per definizione, il coraggio è quella capacità che consente ai leader di portarci verso nuovi luoghi diversi e migliori rispetto alla nostra attuale condizione. Un leader che non ha coraggio non è un leader. Senza coraggio, un vero leader non è in grado di agire sulle proprie e altrui visioni, sogni e obiettivi.Senza coraggio, non sono in grado di vivere una vita profondamente autentica a causa della paura di cose sconosciute, incerte, o poco familiari. Senza coraggio, il cambiamento dallo status quo sarebbe impossibile o si verificherebbe solo per caso o per fortuna.Al contrario, con il coraggio ritrovato, il cervello della pancia è in grado di esprimere il proprio senso più profondo di sé.Grazie a questo ritrovato senso di identità potrà andare avanti nonostante tutte le reazioni condizionate basate sulla paura o sulla stanchezza.

Il coraggio potrebbe avere molti significati… dal saper  tenere duro nonostante le difficoltà al fare scelte non facenti parte del proprio bagaglio esperienziale.

Quindi buona navigazione con la giusta bussola e le giuste risorse!

Per approfondimenti http://www.e-consultant.it/mbit/mbraining_leadership.php

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